Storia Proibita del ‘900 italiano (serie I e II)
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Canale: History Channel, La7
Genere: Docu
Collocazione: Settimanale
Durata: 10X52′
Anno: 2006
Un viaggio attraverso l’evolversi dei costumi sessuali degli italiani nel Novecento. Un cammino lastricato di provocazioni, scandali, conflitti, denunce, censure, crimini, leggi, trasgressioni e conquiste civili. Dieci pagine di un “taccuino intimo” del ventesimo Secolo italiano. Ritratti indiscreti di personaggi celebri, storie dimenticate, materiali di repertorio sorprendenti, testimonianze, interviste ad esperti e ricostruzioni, con la “grande storia” sullo sfondo.Ideata e diretta da:Davide SavelliScritta da: Michele Astori; Cosimo Calamini; Arnaldo Donnini; Daniele Ongaro; Giulio SpadettaLe sinossi delle puntate:D’annunzio e l’epoca del PiacereChi era Gabriele D’Annunzio?L’unico intellettuale d’inizio ‘900 che l’Italia sia riuscito a esportare, un genio della comunicazione, uno straordinario scrittore in grado di spaziare dalla prosa alla poesia, dal teatro al cinema,o un millantatore, un mitomane, un guerrafondaio, un esaltato nazionalista, uno scatenato erotomane. Probabilmente fu tutto questo, insieme. Proprio per questo fu, e rimane, inimitabile.Dagli esordi letterari nella neo capitale del Regno d’Italia, sino alla morte avvenuta alle soglie della seconda Guerra Mondiale. E’ l’arco temporale su cui si stende la straordinaria vita di Gabriele D’Annunzio, passata tra arte, sesso, droga e politica. Attraverso le turbolenti relazioni amorose del poeta, la sua fuga a Parigi, la partecipazione alla prima Guerra Mondiale, l’occupazione di Fiume e il difficile rapporto con Mussolini, la puntata ricostruisce alcune pagine salienti della storia d’Italia.Le virili passioni del DuceLe donne lo hanno acclamato in pubblico e desiderato in privato, gli uomini lo hanno venerato ed imitato, i suoi fedelissimi temuto e poi tradito. Voleva dominare l’intera Europa ed è morto solo, abbracciato alla sua amante, la sola a non avergli voltato le spalle.Simbolo di virilità e di potenza Benito Mussolini, il duce del fascismo, ha sedotto gli italiani con la stessa audacia con cui ha sedotto le donne. La sua carriera di play-boy ha viaggiato parallela a quella di dittatore, le sue conquiste amorose hanno scandito quelle politiche. Ha ingannato e sottomesso le sue amanti così come ha dominato gli italiani : solo una donna lo ha saputo domare e per lui è morta. Benito Mussolini e Claretta Petacci. una storia di passione e tradimenti, di potere e di menzogne, di amore e di morte, la storia tragica dell’Italia fascista.Amore e morte a SalòAmore, tradimenti, droga, perversioni, guerra. Il rutilante mondo del cinema di regime, una guerra civile senza esclusione di colpi. Una coppia unita dal successo, dalla passione, divisa soltanto dalla morte. Molti avevano sbagliato più di loro, pochi erano famosi come loro.Osvaldo Valenti: attore di successo, impenitente dandy del bel mondo fascista; Luisa Ferida sensuale e bellissima icona del grande schermo littorio. S’incontrano, si amano. Sullo sfondo lo scintillante jet set del cinema di regime. Poi la guerra, lo sbando, la fedeltà ad un mondo che tanto gli aveva dato. Due Italie, divise da una lacerante guerra civile. Osvaldo e Luisa la parte sbagliata, quella dei vinti. La loro romantica avventura d’amore si trasforma in una tragica avventura che porta dritta alla morte.Amori di stato – Intrighi e passioni a palazzo Erano le coppie più amate e invidiate d’Italia. I Ciano e i Savoia erano i più belli, i più ammirati, i più chiacchierati rampolli del potere. Le loro storie cominciano come una favola, per finire come una tragedia. I sentimenti che li univano non erano solo una questione privata, ma veri e propri affari di stato.Nel 1930 l’Italia fascista è in festa: nell’arco di pochi mesi due matrimoni vengono seguiti con affetto e calore dalla gente. Il principe Umebrto prende in sposa Maria Josè del Belgio, Edda Mussolini convola a nozze con il conte di Cortellazzo Galeazzo Ciano. E’ l’inizio di due amori controversi, imperfetti, chiacchierati. La guerra li segnerà per sempre: tragedia per i Ciano, amarezza per i Savoia. Edda assisterà impotente alla morte del marito, Maria Josè e Umberto lasceranno l’Italia, per non farvi mai più ritorno.Amore e Libertà nella sinistra italiana.Distruttori della famiglia o severi castigatori dei costumi? Seguaci dell’amore libero o animati dal più bigotto moralismo? Dietro la facciata di una granitica ideologia, la storia della sinistra italiana si può raccontare nelle passioni e nelle infedeltà dei suoi più illustri esponenti, come quelle del segretario del più grande Partito Comunista del mondo occidentale, Palmiro Togliatti, che nel 1948 scandalizza l’Italia per la sua relazione extraconiugale con la giovane deputata Nilde Iotti.Che ruolo avrà l’amore nel cammino verso la Futura Umanità? E’ una domanda che la sinistra si pone sin dai primi anni del secolo, dividendosi nei fautori e nemici del divorzio, del libero amore, del ballo e di ogni devianza sessuale. Ma c’è molta distanza tra una rigida morale e i comportamenti più tolleranti, libertini ed umani dei dirigenti e dei militanti. La puntata segue cinquant’anni di vita privata di socialisti e comunisti italiani, le appassionate discussioni sul lecito e l’illecito, gli amori e i tradimenti illustri della sinistra italiana.Infedeli.Storia dell’Italia che non poteva divorziare e che condannava gli adulteri.L’Italia è il paese del Vaticano e il matrimonio è una cosa seria, ne sanno qualcosa i coniugi Bellandi di Prato, che si vedono, nel 1957, scomunicare dal pulpito della parrocchia, per aver scelto il rito civile. Per la chiesa sono dei concubini. Ma lo stato è laico e il vescovo Fiordelli che ha ordinato la loro scomunica, viene citato in tribunale. Il vescovo viene condannato (una pena lieve), e quel giorno le campane di mezz’Italia suonano a lutto. I giornali ne parlano con clamore e riempiono le loro colonne, ma non mai come per lo scandalo che in quegli anni attraversa la vita del campionissimo: il ciclista Fausto Coppi. Coppi, regolarmente sposato, ha un’amante, la passionale Giulia Occhini, meglio conosciuta come la Dama Bianca. Quando la relazione diventa di pubblico dominio si grida allo scandalo. Anche la Occhini è sposata e per lei scattano le manette, poiché l’adulterio femminile è ancora un reato. Coppi morirà nel 1960 e la sua dama lo piangerà a lungo. Ma proprio nel ’60 un altro caso sale alle cronache con prepotenza è l’abbandono del tetto coniugale della cantante Maria Callas che lascia il marito italiano per il miliardario playboy Aristoteles Onassiss, il quale la “illude” un po’, per poi mollarla per la “vedova d’oro” Jacquelin Kennedy. La Callas precipiterà in una depressione da cui non si riprenderà mai più. Da un’ugola d’oro ad un’altra: la cantante Maria Mazzini, in arte Mina, nel 1963 viene epurata dalla Rai, in quanto madre di un figlio illegittimo, avuto con l’attore sposato Corrado Pani: lui non può divorziare e a lei tocca dare al figlio il suo cognome. Ma negli anni Sessanta, alimentati dalla stampa scandalistica, i casi di matrimoni galeotti, d’infedeltà e tradimenti si moltiplicano, nell’imbarazzo dei politici, democristiani ma anche comunisti, cha tardano a modificare le leggi in vigore: infatti solo nel 1968 viene abolito l’articolo 550 del codice civile, quello che punisce come reato l’adulterio femminile. La rivoluzione culturale è alle porte e tra qualche anno si concluderà anche la lunga battaglia per il divorzio, con l’atto finale del Referendum nel 1974. Una svolta epocale: per gli infedeli almeno la legge non sarà più un ostacolo.L’italia Spudorata.Storia della trasformazione del comune senso del pudore nell’Italia del dopoguerra.Subito dopo la guerra l’Italia si dà una nuova Costituzione, tra i parlamentari incaricati di redigere la Carta nascono le prime incomprensioni e dispute su alcuni aspetti che riguardano la sfera privata dei cittadini, la morale e la libertà di espressione. Il “comune senso del pudore” è una formula vaga che viene utilizzata anche per sottrarsi a una lunga serie di precisazioni che avrebbero scatenato infinite dispute. La sua imprecisabilità consiste proprio nel suo costante trasformarsi, l’evoluzione/mutazione del comune senso del pudore nell’Italia del dopoguerra è lastricata di scandali, provocazioni, grandi e piccole trasgressioni che racconteremo in questa puntata.Sullo sfondo storico dell’Italia della guerra fredda (governata dal 1948 dalla Dc con l’appoggio delle Chiesa e degli aiuti americani del piano Marshall) la puntata si articolerà attraverso il racconto dei primi scandali politici a sfondo sessuale (dal caso Santi a quello Montesi); delle prime provocazioni di costume (dalle sfilate delle miss agli spogliarelli di via Veneto, dall’avvento della minigonna, al topless); dalle battaglie contro la censura cinematografica (Visconti, Fellini, Pasolini) alle accuse di oltraggio (il celebre caso de La Zanzara), sino alla “rivoluzione” del 1968 e alla conquista di nuovi spazi di libertà dei costumi sessuali (es. la pillola anticoncezionale), impensabili solo qualche decennio prima.Sesso Made In Italy.Storia della “industria del sesso” in Italia.Oggi la sessualità esplicita in Italia non è più un tabù. Imperversa in riviste, sulla rete, in televisione: producendo un fatturato enorme, un grande giro d’affari. Ma come siamo arrivati a tutto questo? A inizio secolo si fotografava le modelle nelle Accademie d’arte per venderne le stampe. Poi arrivarono i Diotallevi, ovvero la prima famiglia pornografa, vissuta a Roma nei primi del 900. Sempre in quel periodo Irwing Klaw inaugura un genere in voga ancora oggi: la fotografia bondage. Con l’arrivo del cinema arrivano anche i primi film porno che girano impunemente nell’Europa libertina degli anni 20 – 30. In Italia, invece, il fascismo mette tutto al bando e bisogna arrivare al dopo guerra perché alcuni film tornino a circolare. Durante la guerra circolano invece le foto delle pin up per le quali i soldati spendono buona parte dei loro risparmi.Il sesso non si ferma mai e neppure chi sopra ci specula. Alcuni di loro, nel 1958, ricevono un colpo da KO con la legge Merlin. L’anziana senatrice socialista mette fuori legge le case chiuse, mandando in crisi una vera e propria industria, ma non solo. Fior d’intellettuali si lamenteranno per questo, a cominciare da quell’Indro Montanelli che scriverà un bellissimo saggio sulla sessualità dal titolo “Addio Wanda”, una vera e propria apologia del bordello.La stampa ci mette del suo e ben presto capisce che il sesso fa tiratura: ecco apparire fin dai primi anni ’50 fotoromanzi con velate immagini erotiche, per poi arrivare – dalla metà dei sessanta - all’esplosione del fenomeno “riviste per soli uomini”, Man e Playboy su tutti. Nel 1972, l’eco del caso Gola Profonda arriva anche in Italia, ma la censura blocca la distribuzione del film. Non serve a niente, di lì a poco anche il bel paese sarà invaso dai primi film hard e molti cinema, soprattutto in provincia, cambiano la loro programmazione. L’ultimo tabù è infranto, da quel momento non ci saranno più limiti.La Questione Omosessuale.Storia dell’omosessualità in Italia.Siamo nel 1972, quando il libraio torinese Angelo Pezzana fonda il FUORI, ovvero il “fronte degli omosessuali”, la prima associazione italiana che rivendica il diritto all’omosessualità. Per arrivare a questo storico evento la lotta è stata lunga e dura.In Italia, paese latino, cattolico e machista l’omosessualità è sempre stata vista come una male da estirpare, una vergogna da celare. E’ così soprattutto durante il fascismo quando il codice Rocco non contempla neppure un comma sull’omosessualità: dunque, per la legge, il gay non può neppure esistere. E’ così che i “femminielli” finiscono al confino, internati nei manicomi, discriminati non solo dalla legge, ma anche dalla morale comune. Dopo la guerra le cose non cambiano di molto, se è vero che l’intellettuale Pier Paolo Pasolini viene espulso nel 1949 dal Partito Comunista per le sue tendenze da “invertito”. Sarà proprio la storia di Pasolini un esempio della lotta violenta che si perpetra contro i “deviati”. Il regista-scrittore sarà censurato, vilipeso, ostracizzato e alla fine ucciso in circostanze misteriose: mai accettato del tutto dalla società per la sua “diversità”. Altre storie sono però emblematiche dell’emarginazione che gli omosessuali hanno subito nel corso degli anni. Il transessuale Jo Stajano - presente, con un altro storico gay come Dominot, all’interno del film La Dolce Vita - veniva usato dai reporter dei giornali scandalistici di destra per incastrare e ricattare avversari politici: chi era visto in sua compagnia era bollato come pervertito. Adesso sia Dominot che Stajano hanno scritto libri sulle loro incredibili storie e sono pronti a raccontarle al grande pubblico.Se Stajano e Dominot erano due provocatori e ostentavano la loro diversità, Aldo Braibanti era un timido e riservato intellettuale che ebbe la malasorte di intraprendere una storia d’amore con un giovane (maggiorenne) che apparteneva ad una famiglia bigotta e reazionaria. Braibanti viene processato e siccome non ci sono leggi per condannarlo, si rispolvera un antico cavillo del codice Rocco: il reato di “plagio”. Aldo Braibanti rimarrà l’unico italiano condannato per tale reato nella storia della repubblica. Ma siamo già nel 1969, vicini a quegli anni settanta che segneranno per i gay l’inizio della loro riscossa.Il Sesso Ingiusto.Storia delle violenze e degli abusi sessuali che hanno segnato l’Italia del dopoguerra.Sesso e cronaca nera sono da sempre un binomio che riempie l’immaginario della gente. Omicidi per gelosia, violenze sessuali, sadomasochismo, casi giudiziari legati al celebre articolo del codice penale 587, l’articolo che riguarda il delitto d’onore. Nella metà degli anni cinquanta Luigi Millefiorini uccide a colpi di revolver la moglie e il suo amante sulla via Appia. La sua condanna sarà di soli tre anni e mezzo di carcere: la corte reputa il suo atto efferato un delitto d’onore. A nulla servono gli appelli di una parte della società civile, la legge sarà abolita solo nel 1981. Ma non c’è solo il delitto d’onore, nell’Italia del boom economico e dell’emancipazione dei costumi c’è una regione che ha regole e costumi sessuali tutti suoi: la Sicilia. Nell’isola vige ancora la regola dell’illibatezza: una donna che perde la verginità con uomo deve per forza sposarlo. Ne sa qualcosa Franca Viola, la giovane di Alcamo, che nel 1965 viene rapita e violentata da un corteggiatore insistente: Filippo Melodia. Persa l’illibatezza Franca è costretta secondo le regole locali a sposare il Melodia, ma lei si rifiuta e alla fine la legge le darà ragione, ma a che prezzo? Per tutto il paese Franca è una donna senza onore. Con l’emancipazione femminile lo stupro non è più una vergogna da nascondere, ma una violenza da denunciare e la lotta che porta a riconoscere tale reato come contro la persona e non contro la morale, sarà lunga e faticosa. Un momento chiave è il famoso “processo per stupro”, dove una ragazza romana (difesa dall’avvocatessa femminista Tina Lagostena Bassi) accusa in tribunale i suoi violentatori, il tutto sotto lo sguardo delle telecamere. Siamo nel 1978, ma in aula si scontrano ancora due Italie: una “machista” e reazionaria, l’altra progressista e femminista, figlia della rivoluzione sessuale. Una puntata di sesso, di tribunali, di violenza, di storie estreme da raccontare come cronaca.

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